Interventi conservativi

Contributi statali per gli interventi conservativi (restauro/manutenzione ordinaria o straordinaria/opere di prevenzione per limitare le situazioni di rischio)

Il Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) stabilisce che i soggetti pubblici e privati hanno l'obbligo di garantire la conservazione dei beni culturali di loro proprietà e che i costi ricadono su di loro (art. 30). In particolari circostanze le spese sostenute dal proprietario, possessore o detentore per interventi conservativi (volontari o imposti) possono essere, in tutto o in parte, a carico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (articoli 32 e 33). Gli interventi conservativi volontari (articolo 31) devono essere prima autorizzati dal Soprintendente che, in quella circostanza, accerta se vi sono le condizioni che permettono il contributo pubblico.

La partecipazione dello Stato prevede due diverse forme di contributo (in conto capitale o in conto interessi). Può richiedere il contributo chi è responsabile della conservazione del bene e anche chi ne ha il possesso o la detenzione (usufrutto, uso, diritto di abitazione, comodato, locazione). Possono richiedere un contributo: privati, Enti, Enti ecclesiastici, Società, Condomini.      

Contributi in conto capitale  (articolo 36) 
In base agli articoli 35 e 36 il proprietario (possessore o detentore) può chiedere al Ministero un contributo sulla spesa sostenuta, contributo che è concesso a lavori ultimati e collaudati, oppure in acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati. L'ammontare del contributo non può in genere superare il 50% della spesa sostenuta, tranne che per interventi di particolare importanza per i quali il Ministero può contribuire fino al rimborso totale.

Il proprietario (possessore o detentore) invia la richiesta di contributo alla Soprintendenza nel cui territorio si trova il bene culturale, oltre ai documenti già presentati per la richiesta di approvazione del progetto di intervento conservativo. La Soprintendenza trasmette poi i documenti al Segretariato regionale con una proposta sulla percentuale di contributo. 

Il Segretariato regionale, dopo aver controllato che i documenti sono corretti e completi, stabilisce la percentuale di contributo e inserisce la pratica nell'elenco delle pratiche da liquidare. L'elenco è compilato in ordine cronologico tenendo conto della data del certificato di collaudo dei lavori; è trasmesso al Ministero entro una data variabile anno per anno (in genere nel secondo semestre), in ogni caso entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta.

Il Ministero, dopo aver approvato la programmazione per l'esercizio finanziario dell'anno in corso e stabilito il limite in base ai fondi disponibili, li assegna al Segretariato regionale che dispone con decreto la concessione del contributo.     

Contributi in conto interessi (articolo 37)       
Il proprietario di un bene culturale che ha intenzione di chiedere un mutuo per un intervento conservativo, può presentare domanda per ottenere un contributo, che consiste nel pagamento da parte dello Stato degli interessi al tasso massimo del 6% annuo. L'intervento conservativo deve essere già stato autorizzato. È prevista la possibilità di cumulo del contributo in conto interessi con quello concesso in conto capitale.   
    
                                                                                                                                                 
Mutuo a tasso variabile
Per i mutui a tasso variabile, ogni volta che varia il tasso d'interesse, la proprietà deve comunicare alla Soprintendenza la variazione e inviare un nuovo piano di ammortamento. La Soprintendenza lo trasmette, con una nuova dichiarazione del Soprintendente, al Segretario regionale che prepara un decreto di correzione per il pagamento delle scadenze successive del contributo.

Accessibilità al pubblico dei beni culturali (articolo 38)
Quando lo Stato partecipa (in tutto o in parte) alle spese di restauro o altri interventi conservativi o concede contributi in conto interessi, i beni culturali (immobili e mobili) devono essere visibili al pubblico. Il Segretario regionale e il titolare firmano una convenzione per stabilire le condizioni di visita e gli orari di apertura al pubblico, tenendo conto del tipo di intervento e del valore artistico e storico del bene culturale. La convenzione sarà trascritta presso l'Ufficio dei registri immobiliari (Conservatoria) e registrata nel termine fisso e in misura fissa presso l'Agenzia delle Entrate.

 

Immobili accessibili al pubblico nella regione Toscana:

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