Planasia: un progetto per Pianosa

PLANASIA: un sistema informativo per la raccolta e la gestione integrata dei dati conoscitivi relativi al patrimonio storico, artistico ed archeologico dell'isola di Pianosa.

Alla fine del 2005 la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana (oggi Segretariato regionale) ha avviato, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Province di Pisa e Livorno, nell'ambito di un progetto finanziato con delibera CIPE n. 17/2003 e n. 20/ 2004 punto 4.2, la progettazione e la realizzazione di un sistema informativo basato su tecnologia GIS (Geographical Information System) relativo al patrimonio storico, artistico ed archeologico dell'isola di Pianosa. L'iniziativa si colloca nell'ambito di un quadro di intensa attività di tutela che ha comportato, tra l'altro, l'emanazione - in data 24 marzo 2005 - di un Decreto del Direttore Regionale di dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. 42/2004, relativo all'intero territorio dell'isola, a tutela dell'eccezionale patrimonio archeologico e paleontologico in essa presente e che costituisce un unicum nel panorama dell'archeologia italiana.

In linea con il Protocollo di Intesa firmato il 30 aprile 2004 tra l'allora Soprintendente Regionale per i Beni e le Attività Culturali per la Regione Toscana e l'Assessore alla Cultura della Regione Toscana e finalizzato alla realizzazione di un progetto di rilevazione e posizionamento su Carta Tecnica Regionale del patrimonio vincolato presente nel territorio regionale, l'approccio metodologico è stato quello dell'analisi e progettazione di un sistema all'interno del quale
riportare, sia ad un livello più generale e quindi sulla Carta Tecnica Regionale, sia ad un livello di maggior dettaglio e quindi sulla base catastale, il posizionamento e la georeferenziazione delle emergenze archeologiche ed architettoniche dell'isola. Sfruttando una delle caratteristiche fondamentali dei sistemi GIS, che è la capacità di interrelare topologicamente l'informazione cartografica all'informazione descrittiva, sono state predisposte apposite schede informatizzate
di raccolta e gestione dei dati per ogni bene censito e georeferenziato sul territorio. Il sistema realizzato consente di accedere rapidamente a tutte le informazioni di dettaglio relative al patrimonio storico, artistico ed archeologico dell'isola, effettuare ricerche e compiere dettagliate analisi legate ad azioni di vigilanza e tutela. Inoltre, Planasia si inserisce in un quadro più ampio di gestione integrata dei dati conoscitivi finalizzata al miglior coordinamento e controllo delle attività di valorizzazione e comunicazione, configurandosi come ausilio e supporto alla progettazione e programmazione degli interventi previsti sul patrimonio culturale dell'isola.

Il Sistema Informativo Planasia è stato configurato in ambiente GIS ESRI ArcView 9.x. Specifiche funzionalità sono state sviluppate per migliorare l'interfaccia utente e per semplificare i processi di consultazione, modifica e ricerca delle informazioni. Queste ultime vengono gestite all'interno di un geodatabase (che archivia sia i dati spaziali che quelli descrittivi). Le banche dati contenute nel sistema sono state uniformate secondo precisi protocolli, in accordo con il tracciato di trasferimento dei dati e gli standard catalografici emanati dall'ICCD per il Sistema Informativo Generale del Catalogo e in base a quanto previsto dall'Accordo Ministero/Regioni in tema di catalogazione (G.U. del 08.03.2001 serie generale
n.56).

A partire dal 2009, a seguito di un ulteriore finanziamento, è stato possibile estendere il progetto in più direzioni: da una parte è stata completata la raccolta, la verifica e l’informatizzazione dei dati relativi al patrimonio culturale dell’isola, dall’altra sono state progettate e sviluppate una serie di funzioni migliorative del sistema informativo GIS ed è stato realizzato un ambiente WEBGIS nel quale rendere fruibili (tramite accesso controllato) le informazioni su Internet.
Le nuove funzioni realizzate all’interno di Planasia sono soprattutto relative allo scambio di informazioni e alla trasferibilità dei dati con altre applicazioni. Poiché la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana è stata individuata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) come polo regionale nell’ambito del progetto di reingegnerizzazione del SIGEC - Sistema Informativo Generale del Catalogo (che prevede l’evoluzione del modello architetturale da client/server a sistema web-based), si è ritenuto opportuno procedere ad una più stretta integrazione dei sistemi: nonostante Planasia sia già stato progettato in accordo con gli standard catalografici dell’ICCD, sono state sviluppate apposite funzioni per garantire lo scambio dei dati con il SIGEC e sono state strutturate griglie per l’esportazione e l’importazione dei dati secondo lo standard ICCD per il trasferimento dei dati. A tale proposito va ricordato che tutta la base dati progettata e configurata in Planasia è stata strutturata con costante riferimento alla normativa catalografica emanata a livello nazionale dall’ICCD: le schede informatizzate di raccolta dei dati, afferenti alle tabelle del
database, sono infatti basate sulla versione 3.00 dei tracciati delle schede di catalogo A (Architettura), SI (Sito archeologico) e MA/CA (Monumento Archeologico/Complesso Archeologico).

Planasia si configura essenzialmente come uno strumento finalizzato all’analisi integrata di informazioni su una base cartografica e prende spunto dai dati catalografici per realizzare operazioni di controllo, monitoraggio, tutela e valorizzazione di beni culturali. Base comune ai due sistemi è il livello cosiddetto “inventariale”: una serie di informazioni che costituisce il minimo indispensabile per creare una scheda di catalogo, una sorta di scheda anagrafica del
bene. Questo livello è la parte oggetto di IMPORT/EXPORT: i beni censiti all’interno di Planasia possono essere esportati in strutture dati che confluiscono direttamente nel SIGEC, mentre dal SIGEC (o da altri sistemi compatibili con gli standard ICCD) è possibile esportare schede di catalogo inventariali da importare in Planasia.
In relazione alle funzioni di approfondimento, è stata implementata la gestione dei dati relativi ad indagini non invasive, utilizzate al fine di evidenziare strutture archeologiche indiziate, ma non ancora accertate nella loro reale consistenza. Sono stati così inseriti in Planasia i dati provenienti dalle prospezioni geognostiche realizzate nella parte di territorio dell’isola retrostante Cala San Giovanni, all’interno di una convenzione stipulata con il CNR, Istituto di Geoscienze e Georisorse di Pisa (IGG). Altre funzionalità sviluppate riguardano la gestione della reportistica, sia cartografica che tabellare: selezionato il bene (o i beni) sulla mappa, è possibile stampare il dettaglio di tutte le informazioni associate.

Planasia è stato configurato all’interno di un software GIS, la cui installazione è necessaria per l’utilizzo su un personal computer. Per poter fruire dei dati senza l’installazione di specifiche applicazioni è stato implementato un WEBGIS che, utilizzando software completamente open source, rende consultabile via internet i dati prodotti dal progetto. Per garantire la tutela delle informazioni sui beni indagati (in particolare per i siti archeologici non ancora scavati) sono stati predisposti diversi profili di accesso, che si differenziano per le informazioni che possono essere visualizzate.

Planasia WEBGIS è disponibile all’indirizzo: http://planasia.it/planasia/. Le credenziali di accesso in visualizzazione sono:
nome utente: planasia
password: planasia
Una volta inserite le credenziali di accesso appare una finestra molto simile a quella del progetto GIS, nella quale si possono esplorare sulla mappa di base i beni architettonici ed i siti archeologici censiti e visualizzare le informazioni disponibili per il profilo con cui si è entrati nel sistema: l’utente con profilo alto può leggere un insieme più completo di informazioni, l’utente con profilo basso vede un sottoinsieme più limitato di informazioni e, nel caso dei beni archeologici, non può risalire ai dati di localizzazione esatta del bene. In questo profilo, infatti, per quanto concerne la visualizzazione sulla cartografia dei beni archeologici, è possibile visualizzare i simboli puntuali dei siti e dei monumenti archeologici, ma non si può effettuare uno zoom a scala ravvicinata, ovvero non è possibile visualizzare la posizione esattadel bene sulla mappa. Tramite un pannello situato nella parte bassa della finestra del WEBGIS è possibile impostare dei criteri di ricerca dei beni, scegliendo le voci da menù a tendina o inserendo manualmente delle stringhe testuali. I risultati della ricerca appaiono al di sotto del pannello e possono essere visualizzati in dettaglio sulla mappa, sempre che il profilo di accesso
lo consenta.

Per informazioni più dettagliate sull’uso del sistema si può scaricare il manuale utente.